venerdì 24 gennaio 2014
La diversità è una ricchezza!
"Chi è diverso da noi è scomodo perché ci costringe a metterci in discussione e questo non è facile per le persone piene di sé che si credono perfette... Avevo paura di una persona che non conoscevo, eppure solo perché sapevo che non era come me e perciò me la immaginavo peggiore."
Tratto da"Il principe del lago"- una favola sulla paura del diverso e sul coraggio della solidarietà- di Claudio Imprudente.
L'ESTETICA DELLA DISABILITA'
La "bellezza" è un aspetto fondamentale ell'essere e del proporsi. Un concetto estetico che si fa fatica ancora oggi ad estendere ai disabili. E' un pregiudizio culturale e sociale che nasce dalla riluttanza e considerare il portatore di handicap una persona in grado di comprendere ed esprimere il senso estetico, attraverso il miglioramento della propria immagine. La bellezza appartiene all'estetica che non è l'esaltazione della mera apparenza, ma è l'espressione di come l'individuo si pone nei confronti del mondo e di come egli stesso viene percepito dal resto dell'umanità. Claudio Imprudente, scrittore e giornalista diversamente abile, sostiene che la bellezza non si può definire ne ricondurre ad una definizione scientifica perché nasce dall'esigenza dell'uomo di comunicare. Per far comprendere l'importanza dell'estetica nella disabilità, Claudio pone una domanda brutale: "I disabili sono brutti?". Il quesito determina tre piani di risposta. Il primo si basa sul concetto che l'estetica è un aspetto secondario nella vita di un disabile alle prese con ben oltre problematiche esistenziali. L'obiezione a questo modo di pensare è che esso si basa sull'estetica negando al disabile il senso estetico che si esprime in forme di autostima di se stesso e dunque sia con la cura del proprio corpo, sia attraverso atteggiamenti sostanzialmente "appariscenti" che, attraverso il tentativo di migliorarsi esteriormente, comunicano un modo di essere, di pensare non confinato nel mondo dell'handicap.La risposta sulla bruttezza dei disabili è più semplice, in quanto si basa sull'assunto che la bruttezza è molto diffusa nell'umanità e non rappresenta una peculiarità di particolari gruppi sociali come i portatori di handicap. L'ultimo modo di rispondere al quesito è di fatto un assioma, cioè i disabili sono brutti ed è perciò sconveniente pertanto argomentare sul loro aspetto estetico. Il concetto, tuttavia, è errato perché bruttezza e bellezza appartengono all'estetica, che si basa sulle sensazioni degli individui.
Ciò che è bello per uno non può esserlo per un altro. Non solo ma a volte, ricorda Imprudente citando "la lettera rubata" di Edgar Allan Poe, le cose più evidenti risultano essere invisibili e pertanto la bellezza in un disabile può sfuggire se l'approccio non si basa sulla capacità di vedere ciò che di solito sfugge all'attenzione.
Imprudente in conclusione sostiene che è ormai maturo il tempo di considerare come primato, anche per i disabili, l'aspetto esteriore. Una persona portatrice di handicap combatte con l'identificazione sia personale che sociale di se stesso con il proprio deficit. Una problematica dei disabili è legata proprio alla percezione del proprio corpo, dal momento che gli schemi sociali impongono un canone di bellezza tipica dei "normodotati".
LA MIA VITA SENZA TE

La traduzione della canzone in lingua LIS (Lingua dei Segni Italiana) è l'idea sulla quale si sviluppa il video de "LA MIA VITA SENZA TE",tratta dall'album "Nel giardino dei fantasmi". La lingua dei sordi, visiva e poetica, diventa una coreografia interpretata da gente comune. I protagonisti non professionisti provengono dal Laboratorio Urbano di Musica Popolare di Pordenone, la città di provenienza di "Tre Allegri Ragazzi Morti". Il testo non si riferisce all'assenza di una persona o di una cosa, ma all'assenza di qualche facoltà. "La mia vita senza te non è così diversa, faccio tutto un po' più piano ed ho tempo per me. La mia vita senza te non è così diversa io lo canto per non piangere e non piangerò. La sua vita senza te, io che lo vedo spesso non capisco bene come farà ma sopravviverà. La mia vita senza te non è così diversa, io lo canto per non piangere e non piangerò. C'è un momento per tutto... vai pure dritto sai, devi farti un po' male che dopo capirai... E' un momento poi passa, giuro passerà... puoi chiamarla se vuoi libertà ! La mia vita senza te non è così diversa, io lo canto per non piangere e non piangerò. C'è un momento per tutto vai bene come vai, qualche cosa si spegne altre ne riaccenderai. Al dolore rispondi col sorriso che hai, le ragazze non piangono mai. La mia vita senza te non è così diversa, io lo canto per non piangere e non piangerò."
IL MONDO DI INTERNET - Qual è la vostra metafora? -
Oggi le persone possono comunicare senza problemi da un capo all'altro del pianeta e per farlo devono solo premere un bottone. Nell'attimo di un click si è entrati in contatto con chi si desidera. Tutto questo è possibile grazie ad Internet! Milioni di computer collegati in una ragnatela planetaria, in grado di scambiarsi ogni tipo di dati: testi, informazioni, suoni, animazioni...
Internet è la rete di connessione più grande del mondo. Da qui il termine Rete, Net in inglese, che è sinonimo di Internet. Il suo punto di forza è la capacità di parlare un linguaggio universale e di collegare tra loro le più disparate tecnologie, computer, cavi, fibre ottiche, ponti radio, satelliti...
I computer dialogano mediante canali di trasmissione dati e server.
I canali di trasmissione dei dati sono le reti telefoniche, più i relativi collegamenti satellitari. La tecnologia delle vecchie reti telefoniche sta venendo via via rimpiazzata dalle reti in fibra ottica, costituite da cavi in fibra di vetro non più spessi di un capello entro i quali i dati viaggiano alla velocità della luce e in quantità inimmaginabili.
I server sono sia dei mega-computer (host), sia dei programmi in cui vengono immagazzinati i dati,che vengono poi elaborati e smistati ai vari computer periferici (client). Internet, infatti, non dispone di un unico e grande computer centrale che immagazzina e gestisce i dati , ma di tanti " nodi " di smistamento, i server appunto, sparsi in ogni angolo del mondo.
Senza collegamento telefonico, modem e programmi specifici (browser) non è possibile viaggiare nella Rete.
A monte di computer, server, canali, c'è il cuore di Internet, costituito dai "protocolli",ovvero una serie di regole fondamentali di funzionamento che permettono il dialogo tra reti, computer e programmi diversi.
Il protocollo è il Tcp/Ip:
- il Tcp (TRASMISSION CONTROL PROTOCOL) stabilisce come i dati debbano venire confezionati: essi vengono scomposti e ricomposti in piccoli "pacchetti", per garantire sveltezza e flessibilità al mezzo;
- l' Ip (INTERNET PROTOCOL) stabilisce come i dati scomposti in "pacchetti" debbano viaggiare.
Il protocollo Tcp/Ip ha introdotto anche la modalità tipica di interazione di Internet basata sulla relazione server-client, ovvero una rete a controllo decentralizzato. Il protocollo Tcp/Ip ha aperto la strada al progetto World Wide Web, abbreviato in Web, la vera ragnatela mondiale. Il Web oggi viene identificato con Internet, nonostante ne rappresenti un'applicazione.
La ragnatela informatica mondiale che conosciamo e utilizziamo oggi è potuta nascere grazie all'ipertesto e alle regole di trasmissione in rete di documenti ipertestuali. L'ipertesto è oggi il testo Internet per eccellenza, e viene anche chiamato pagina Web o pagina Html.
Una pagina ipertestuale può essere letta, a differenza di una pagina classica, dal basso in alto, da fuori a dentro, per associazioni di idee, non necessariamente sequenziali. Ogni pagina può essere porta di accesso per altre pagine dentro il sito in consultazione, ma anche per altri all'esterno di esso. Aprire una pagina Web può davvero significare iniziare un viaggio infinito.
Il linguaggio Html (HYPER TEXT MARKUP LANGUAGE) contiene le regole grammaticali e sintattiche per realizzare e decifrare documeni ipertestuali che possono essere anche arricchiti di immagini, suoni, animazioni. Le pagine così confezionate viaggiano in Rete grazie alle modalità Http (HYPER TEXT TRANSFERT PROTOCOL) che sono l'insieme delle regole per il trasferimento in Rete dei documenti ipertestuali.
Quando digitiamo un indirizzo Internet, indichiamo sempre Http://www.*******.it. Http e www sono le chiavi di accesso alle Rete mondiale.
Finora abbiamo parlato di Internet come una rete e infatti "rete" è la metafora per eccellenza proprio perché la rete è composta da nodi tra i quali c'è una molteplicità di contatti tra loro.
La metafora è uno strumento molto importante per conoscere quello che non si sa.
Oggi esistono numerose metafore di Internet: autostrada, bazar, cervello, biblioteca/archivio, cattedrale.... Esistono dunque metafore statiche e metafore dinamiche. Le prime prevedono un uso passivo da parte degli utenti, mentre le seconde mettono in risalto l'importanza della comunicazione.
Per me Internet può essere visto come gli acquerelli.
L'acquerello è una tecnica pittorica ed è popolare per la sua rapidità e per la facile trasportabilità dei materiali che lo hanno reso la tecnica per eccellenza di chi dipinge viaggiando e all'aria aperta. Così anche Internet è accessibile a tutti ed facile da usare in ogni momento e ovunque ti trovi, anche quando si è in viaggio. Gli acquerelli sono disponibili in commercio in diversi formati:in pasta venduta in tubetti, formato solido e quindi tagliato in panetti secchi e liquidi. Anche l'uso di Internet è vario sia per il mezzo che per le finalità: c'è chi si collega tramite pc, chi tramite cellulare, chi pennette...e c'è chi lo usa per lavoro,chi per svago, chi per studio... Esistono inoltre tavolozze già pronte contenenti pastiglie di acquerello secco, da inumidire con il pennello;si tratta in genere di acquarelli destinati ai bambini, per gioco o uso scolastico. Ebbene su Internet oggi navigano anche i bambini: giocano o producono lavori con la guida degli insegnanti. L'acquerello non è coprente ed è proprio la sua trasparenza che consente di ottenere nuove tonalità come risultato della sovrapposizione dei colori. E allo stesso modo Internet permette di fare numerose ricerche e collegamenti, dando vita a rielaborazioni nuove e personali.
Qual è, per voi, la metafora di Internet? Sarò lieta di leggere i vostri commenti.
martedì 21 gennaio 2014
IL SORRISO
C'è una cosa che puoi portare in tutte le stagioni
senza avere complicazioni.
E' leggero, si porta sul viso
è bello e si chiama SORRISO!
Basta una piccola dose
per ottenere parecchie cose...
Persino un girotondo
con i bambini di tutto il mondo!
Ricorda: se il sorriso non ti mancherà
la vita sempre ti sorriderà!
Simona Di Chiro
Simona Di Chiro
L'autunno...
L'AUTUNNO GRIGIO
Pioggia, freddo e vento
nuvole nere e nuvole d'argento;
un tuono come un boato
ed ecco che l'autunno è arrivato!
Alberi magri e spogli
solo con i rami e senza foglie...
Senza il cinguettio degli uccellini
e senza il profumo dei fiorellini...
C'è solo un vento forte
che fa sbattere tutte le porte:
soffia sopra i tetti
e ci fa tanti dispetti!
L'AUTUNNO COLORATO
Nell'aria c'è una magia di colori
foglie rosse, gialle e arancioni,
è il vento che le fa danzare
lasciando gli alberi a guardare!
Silenzioso si affaccia un raggio di sole
portando a tutti buon umore.
Già vedi lassù in montagna
i bimbi a raccogliere castagne!
Si sente il profumo di arance e mandarini
e dalla cantina l'odore dei vini...
Ma c'è sempre il vento che fa gli scherzetti
e ruba persino cappello ai vecchietti!
Simona Di Chiro
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